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lunedì 17 novembre 2014

Recensione: John Grant, "Queen of Denmark"



John Grant: “Queen of Denmark”




Ci sono due motivi che mi hanno spinto a parlare di quest’album. Il primo è che scommetto che quasi nessuno di voi ha mai sentito parlare di John Grant, ex cantante degli Czars.
Il secondo è che Marz, Where dreams go to die e Queen of Denmark sono tra le ballate più belle che io abbia ascoltato negli ultimi anni.
Non voglio essere ridondante proponendovi l’esegesi di ogni singola canzone. Vi dico solo che la storia personale di Grant si riversa in questo lavoro, conferendogli un valore aggiunto.
La storia di un omosessuale che ha contratto l’HIV e che cerca il riscatto da una situazione difficoltosa e da una società bigotta. E lo fa senza discernere il sacro dal profano, alternando tematiche e sonorità più cupe a composizioni che starebbero benissimo nelle rotazioni di una radio che si possa definire decente.
Struggente, sognante, adirato, poetico, pessimista, inebriante, acustico ma con sapienti sfumature d’elettronica, controverso, solitario, intenso, commovente.
Sono solo alcuni degli aggettivi spendibili dopo aver ascoltato queste dodici tracce.
“Volevo cambiare il mondo, ma non riuscivo nemmeno a cambiarmi le mutande. E quando la situazione peggiorò senza controllo, ne avevo fino all’attaccatura dei capelli, che sta indietreggiando come la mia autostima./ Non so cosa volere da questo mondo, non so davvero cosa volere da questo mondo, non hai alcun diritto di esigere qualcosa da me. Perché non te la prendi con qualcun altro? Perché non dici a qualcun altro che è egoista, codardo, piagnone e patetico? E chi è che mi salverà da me stesso?” (Queen of Denmark).
Non fatevi spaventare dallo sguardo cupo sulla copertina.
Lasciatevi irretire dalla regina di Danimarca.
                                                 Voto:7.5/10

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